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Momento, adesso. 

Come un pensiero, fuliggine posata sulla mano. Un soffio e vola via. Così le mie dita tendono l’arco, decise ma leggere, non tremanti, non c’è nemico che possa vincere sul mio destino. Ora, qui… non li farò passare.

Dilatato e lento.

Questo momento, che sembra non finire, avanza piano verso la sua destinazione, ciò che separa la vita dalla morte, la vittoria dalla beffa. La freccia è incoccata e aspetta che queste dita ne delineino la traiettoria. Poi, ecco…

Come acqua scorre.

Questo momento e questo sangue nelle mie vene. E la mano rilascia, le dita cedono e la corda scatta, proiettando la freccia incontro al suo destino, destinazione, bersaglio e fato.

Lo vedo cadere.  Il grande Generale.

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L’assalto

ottobre 6, 2007

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Corrono a cavallo di ombrosi destrieri

Non temono il gelo né la pioggia
Né il torrido deserto dalle sabbie infuocate.

Essi sono cavalieri, uomini, animali

Tutto si confonde nel turbine del galoppo
Tutto scompare nel clangore delle spade

Essi sono la morte.