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E‘ venuto da me un soldato stamane. Sguardo fiero, zigomi contratti, un  braccio fasciato, la pelle scheggiata da centinaia di piccole ferite. Mi ha detto il suo nome, affinché me lo ricordassi. Ha voluto sapere come ho potuto abbandonare un uomo oltre le file nemiche e gli ho spiegato che si è trattato di un sacrificio necessario. Doloroso ma inevitabile.

Ho capito che doveva essere legato a Salice ma non ho chiesto di più. Questi giorni sono così strani. L’impotenza si mischia alla rabbia trasformandosi in un’assurda apatia che mi tiene soggiogato di fronte a questo destino bastardo cui non possiamo far fronte.

Il nemico vincerà. E’ questa un’amara consapevolezza per me. E più numeroso, è più forte sullo scontro fisico. Finora abbiamo tenuto, ma a caro prezzo!!!

Ash E’ssad, così si chiama il soldato, mi ha chiesto il permesso di combattere in prima linea nella prossima incursione. Gli ho spiegato che non ci sarà nessuna incursione, che finché il drago sarà appostato là fuori, chiunque uscirà dalle mura non vi farà ritorno.

– Non ho chiesto se avrei fatto ritorno. – Mi ha risposto Ash. – Comandante, vi ho chiesto se posso combattere in prima linea.

Quelle parole, quello sguardo… quella determinazione, mi hanno scosso dal torpore che mi stava soggiogando. Ho ancora qualcosa da imparare dopotutto e il fatto che sia stato un soldato semplice e svegliarmi, mi fa capire quanto in gamba siano questi uomini.

E così ora so quello che devo fare. Sarà un tentativo estremo, pazzo, ma è l’ultima possibilità che ho per dimostrare che come comandante valgo ancora qualcosa… e per dimostrare agli orchi che Midyan non crollerà!

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Una Risposta to “9 – Nono giorno”

  1. Uljanka Says:

    Proposta di pace.
    LA VERSIONE INTEGRALE ED IN BELLA COPIA A BREVE

    Sappia il Popolo di Midyan che non sono gli emissari del caos ad circondare la città ma i latori del nuovo ordine. Alla guida del nostro esercito non è un Demone che vuole distruggere l’integrità del creato, ma una delle Antiche Potenze che dominano la terra. Essa si è incarnata e reclama che venga riconosciuto il suo potere, parte fondamentale della primigenia armonia del mondo. Di quanto sia antica la forza che serviamo sono testimoni le stesse leggende dei Midyani, per quanto infarcite di menzogne, che narrano delle molteplici incarnazioni della potenza ctonia, del millenario potere di Kroyul, parlano dell’antica gloria del suo ultimo sacerdote, Zaymon di Hoosyr, raccontano del sacrificio di sangue imposto dai folli che vollero abbatterlo. S’inchini alla nostra possanza la gente di Midyan, sacrifichi ai nostri dei, e nessuno dovrà più soffrire a causa della spada e del fuoco.

    Sappiano i difensori della città, inermi creature imprigionate in fragili gusci di latta che portano armi inefficaci e deboli, che i loro avversari sono numerosi più delle stelle del cielo e dei giorni infiniti che gli dei hanno destinato all’universo. E se le nostre schiere fossero falciate nuove fila di guerrieri prenderebbero il loro posto, poiché è inesauribile ed eterna la forza che li anima, e senza numero la moltitudine di creature che possono essere partorite dall’abisso. Riconoscano la nostra superiorità e capiscano che non c’è speranza per i mortali contro ciò che è eterno. Depongano le loro armi e pieghino il capo e ogni loro delitto verrà perdonato.

    Sappia il Sovrano di questa regione che il suo potere è ben poca cosa. Esso è basato sulla menzogna e sul sacrilegio, sul sangue e sul pianto di vedove e orfani. Contro di esso è già stata pronunciata la condanna degli Dei,e non in anni né in giorni ma in ore si misura il tempo che ancora durerà. Non è più padrone del proprio destino il re che un tempo si riteneva incoronato di gloria. La sua stessa superbia lo schiaccerà al suolo e la sua ultima voce sarà come quella del verme schiacciato dal piede del contadino. Solo l’umiltà potrebbe salvarlo. Se egli aprirà le porte della città alle nostre armate, se chinerà il capo di fronte a noi salverà il suo popolo e sé stesso. Conserverà il nome di Signore tra gli uomini, se diverrà nostro vassallo, e come servo dei servi del Kroyul potrà guadagnarsi onori e potenza.

    Giustizia e pace verranno dalle nostre mani. Midyan vivrà nella nostra pace se ci accoglierà. Sarà punita dalla nostra giustizia se continuerà a rifiutare il suo destino. Allora nessuno verrà risparmiato nell’ultimo trionfo della nostra armata contro la città ribelle Cadranno le mura e il nome di Midyan verrà dimenticato dalle genti future.

    Questa parola ricevete da N’aor Zaymondes regina di Hoosyr, sacerdotessa del Kroyul e sposa di Khor, sua incarnazione
    e da Lymnar Younime, signore del Khaal, erede al trono di Hoosyr, sacerdote del Kroyul.


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