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Oggi abbiamo perso un uomo. Il suo nome non lo conosco. Eppure so che era un valoroso.

Tutti i miei soldati lo sono. Si trovano qui contro la loro volontà. Forse non tutti, ma la maggior parte vorrebbe restare al sicuro nelle proprie case con la sua famiglia. E li capisco, anch’io penso spesso ai miei cari, alla mia dolce Linn e alla piccola Clheo. Mi mancano ogni giorno di più, eppure so che devo rimanere qui, a combattere sul fronte per impedire a questo nemico terribile di irrompere nelle nostre terre.

Oggi quell’uomo è rimasto indietro, accerchiato dal nemico, non ha potuto ricongiungersi con il resto di noi e io ho dovuto prendere una decisione terribile. Abbandonarlo.

Come avrei potuto rischiare decine di vite dei miei uomini per riprenderlo, attraversando una coltre di orchi spessa quanto il ghiaccio in inverno? Ne sarebbero morti a decine, solo per salvarne uno. Non ho potuto dare quell’ordine.  Nonostante gli sguardi incerti e addolroati dei soldati, ho dovuto chiudere gli occhi e voltarmi dall’altra parte.

Non sono un cattivo capitano. Non penso questo. Mi sta a cuore ogni singola vita ed è proprio pre questo che un sacrificio ogni tanto è necessario, per il bene comune.

Ormai è notte e i fuochi del nemico brillano nel buio. Sembrano lontani. Ma le urla del nostro compagno si odono fin qui. Non l’hanno ucciso, no. Lo stanno torturando per insidiare le nostre sicurezze, per minare le nostre emozioni e farci divorare dalla paura e dal rimorso.

Vedo gli sguardi dei soldati. Sono quelli di tanto bambini spauriti che hanno smarrito il loro papà. Questo siamo, bambini? No. E’ quello che vorrebbero farci credere gli orchi con questo gioco sadico.

Domani i maledetti saranno di nuovo qui, a tentare di penetrare in queste mura. Quando arriveranno, saremo di nuovo pronti e non avremo timore di affrontarli. Non troveranno bambini né pecore ad aspettarli, ma un muro di uomini deciso a vendicare il proprio compagno.

Addio, uomo. I soldati ti chiamavano “Salice” perché non facevi che parlare della tua terra e dei salici piangenti che costellevano la riva del lago sul quale si affacciava la tua casa. Neanche loro ricordano il tuo vero nome. Che peccato, Salice.

Perdonami. Perdonaci tutti.

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3 Risposte to “6 – Abbandonato”

  1. Uljanka Says:

    Come avevo preannunciato sul forum di “Fantasy magazine” sto scrivendo dei mini-racconti paralleli ai tuoi, che descrivono il punto di vista riguardo a questa guerra di una combattente del campo avverso.
    Sono arrivata al quinto giorno.
    Adesso torturo con calma il buon Salice e poi spedisco tutto, se vuoi.
    Se accetterai l’invio spero che poi troverai la mia scrittura sia all’altezza della tua e che presto, su questo blog appariranno anche le cronache scritte da Naor-Khelle, la Regina Nera (consorte di quell’allegrone dell’Oscuro).


  2. Ciao Uljanka, allora d’accordo, direi di linkarci a vicenda!!!

  3. Uljanka Says:

    Ti mando il link del mio nuovo blog. Aspetto tuoi commenti.


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