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Momento, adesso. 

Come un pensiero, fuliggine posata sulla mano. Un soffio e vola via. Così le mie dita tendono l’arco, decise ma leggere, non tremanti, non c’è nemico che possa vincere sul mio destino. Ora, qui… non li farò passare.

Dilatato e lento.

Questo momento, che sembra non finire, avanza piano verso la sua destinazione, ciò che separa la vita dalla morte, la vittoria dalla beffa. La freccia è incoccata e aspetta che queste dita ne delineino la traiettoria. Poi, ecco…

Come acqua scorre.

Questo momento e questo sangue nelle mie vene. E la mano rilascia, le dita cedono e la corda scatta, proiettando la freccia incontro al suo destino, destinazione, bersaglio e fato.

Lo vedo cadere.  Il grande Generale.

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