Sessanta file di soldati in armature, lance e scudi, incolonnati in altrettante posizioni.
Oltre tremila guerrieri disposti in formazione, canti e cori di incitamento e morte, un rombo di passi e ferro da far vibrar la terra.
Questo è il nostro nemico. Uomini, ma non solo. C’è qualcosa, negli sguardi vuoti, nel procedere cadenzato, nell’immobilità degli arti, da far pensare al peggio.
Se quello che sta venendo a prendere la città è il Caos, allora quelli laggiù sono esseri della peggior specie. Morti resuscitati, che non sanno di essere tali e si credono vivi, capaci ancora di combattere ma non per questo in grado di provare emozioni.
Odio, paura, rabbia, gioia, dolore. Niente di tutto questo appartiene loro.
Soltanto il freddo destino dettato dalla Magia Oscura. Questo li guida e loro, come cani da tartufo, lo seguono senza sosta.
Sono vicini ormai.
Ecco, dopo gli incubi di stanotte, adesso comincia l’orrore.
Quello reale.

