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Eccola, la chiamano Regina Nera o qualcosa del genere. Non basta a descrivere il suo aspetto nefando. Ella è la tenebra vestita di fango, la coppa lussuriosa del peccato 
invisibile che è l’ira, la vendetta, l’assassinio e il delirio. 
Non l’avevo ancora mai vista, non così da vicino. L’odore che emana, anzi non l’odore, il tanfo… raggela il mio olfatto congelandolo in un turbine di nausea che mi spezza in due lo stomaco. E il suono, ad ogni suo movimento, è come se mille vermi strisciassero sulla mia pelle facendola accapponare. Quello sguardo poi, vuoto, bianco, latteo… che non vede eppure mi guata dentro come a scuoiarmi vivo della mia intima persona. La Regina Nera, lo spirito immortale dell’assenza di linfa nel mondo. Essa si muove sinuosa, strisciando tra la notte e l’ombra, non vista da sguardi comuni. Ma io posso vederla, l’anello che indosso mi dona questo potere o condanna, secondo come lo si interpreti.

Stanotte hanno riposato gli orchi, la Regina Nera ha mandato a trucidare duemila creature minori, degli sgorbi usciti direttamente dal vomito della terra, giusto per tenerci svegli.

So che domani avverrà l’attacco più devastante e immagino che sarà il loro supremo generale a guidarlo. 

E la Regina Nera starà a guardare. 

One Response to “10 – Decimo giorno”

  1. Uljanka Says:

    Nessun uomo ha mai detto di me simili parole. Sono lusingata. Arrossisco.


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